sábado, 16 de abril de 2011

Via Crucis ecuménico

ROMA, Italia.- Como cada año también este será testigo del Via Crucis ecuménico que se realiza en el territorio de la Parroquia a la que pertenece nuestra Curia General y los frailes participaremos del mismo el próximo miércoles.
Este año me han encomendado la meditación de la Estación que nos toca preparar a los frailes en la Capilla de nuestra casa. Se las adelanto para que vayan vibrando con los acontecimientos de la Semana Santa. Me disculpo por publicarla en italiano. Algunos políglotas sabrán traducirla en un mejor castellano.


Gesù è spogliato delle vesti
(Statio Crucis presso la Curia Generale OFMCap)

23 I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. 24 Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte. E i soldati fecero così. (Gv 19, 23-24).

Contempliamo il Signore Gesù nudo davanti a quelli che lo deridono. Sulla nuda croce il suo corpo lacerato e nudo alla vista di tutti. Ormai aveva consegnato tutto, si era donato tutto e non aveva più nulla. Il Dio onnipotente, in Gesù, continuava a farsi uomo impotente. Senza esserne consapevoli, in un certo qual modo, compivano il dettato della Scrittura.

Contempliamo il paradosso di un Dio che pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce (Flp 2, 6-8).

Il nostro mondo, la nostra società ci offre oggi a mani piene la nudità come segno di un edonismo esacerbato.
I testimoni del Vangelo, invece, hanno vissuto la nudità come segno della sequela di Cristo.

Nudus nudum Christum sequi. Seguire nudi al Cristo nudo!
Si dice appunto di Francesco d’Assisi dopo il suo spogliamento davanti al Vescovo e a suo padre: “il servitore del Re altissimo fu lasciato nudo, perché seguisse il nudo Signore crocifisso, oggetto del suo amore” (FF 1043).
Ecco qui la chiave! Ecco qui la motivazione profonda: quando il Signore Gesù è l’oggetto del nostro amore, seguire nudi al Cristo nudo diventa l’espressione più sublime di questo amore.

Tuttavia la nudità che contempliamo oggi nel nostro mondo, oltre a quella dell’esibizionismo, è quella della povertà frutto dell’ingiustizia. Le nostre grandi e benestanti città tentano di nascondere questa nudità ignominiosa, non per il pudore della dignità umana, bensì per l’imbarazzo di non saper cosa farsene dei nudi di questo tempo. E questi nudi hanno il volto dei bambini affamati, il volto delle donne maltrattate, il volto degli uomini rovinati, il volto degli anziani abbandonati alla loro fortuna, il volto dei giovani senza un orizzonte di futuro possibile.

Contempliamo tutti questi volti lacerati nel nudo corpo di Cristo che continua ad essere spogliato ancora e ancora delle sue vesti.

Quale amore hai provato per noi Gesù! Quale amore da impazzire fino all’annientamento! Aiutaci ad esperimentare un amore di tale misura che ci faccia coprire con la nostra nudità il tuo corpo nudo nei nudi di questo mondo! Amen.
fr. Carlos Novoa, ofmCap.

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